qualche appunto dal seminario sui DSA di Ca' Foscari
Organizzare una lezione per renderla efficace, utilizzando anche i famosi strumenti compensativi:
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Raccordo con la lezione precedente
·
Preliminari chiarimenti lessicali
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Uso di anticipatori, sguardo d’insieme
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Presentare mappe e schemi
·
Mettere in risalto da subito alcuni concetti
·
Usare più canali comunicativi
Organizzatore anticipato: spiegare prima la lezione, cosicché ognuno possa
attivare le conoscenze pregresse e affinché si risveglino attenzione e
motivazione.
In caso di studenti con DSA o altri tipi di disagio, sarà utile prevedere
strumenti compensativi e dispensativi.
STRUMENTI COMPENSATIVI
·
Insegnare un efficace metodo di studio, ad
esempio un dislessico non può permettersi di leggere dieci volte un testo per
memorizzarlo. Il metodo di studio non è un prerequisito, va insegnato, e ciò va
fatto in ogni ciclo scolastico, perché varia al variare delle età, delle
difficoltà, ecc. Studiare è un apprendimento intenzionale (vs incidentale),
quindi va supportato con l’impegno e la motivazione. Un buon metodo di studio
rispetta i tre stadi Comprensione, Memorizzazione e Riesposizione.
·
Gestione del tempo: alla base di un buon metodo
di studio c’è l’ottimizzazione dei tempi. In caso di difficoltà quindi possono
essere molto utili strumenti di supporto come tabelle orario, planner
settimanali o mensili, stabilire le priorità, non dimenticando di dare spazio
anche allo svago e alla cura di sé.
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Gestione degli spazi: alla base di un buon
metodo di studio c’è la scelta di un ambiente favorevole all’apprendimento.
·
Gestione dell’ascolto: insegnare ai nostri
alunni come stare attenti, e con che intensità, anticipando quando sarà
necessaria la massima concentrazione e quando sarà possibile avere momenti più
tranquilli e di condivisione in gruppo.
·
Insegnare a prendere appunti, anche questo non è
un dono innato! Gli appunti sono più efficaci se vengono utilizzati simboli
visivi, parole chiave, frasi brevi, schemi, note a margine del testo.
·
Agli alunni si può suggerire di utilizzare schede,
mappe, di porre domande all’insegnante, di chiedere spiegazioni lessicali o su
concetti complessi, di rivedere gli appunti a breve termine.
Una particolare attenzione in caso di dislessia va posta all’attività
di lettura.
Nello studente in difficoltà la lettura è un processo lento,
non automatizzato, caratterizzata da scarso lessico; la lunghezza del testo
affatica e scoraggia, la punteggiatura spesso non è compresa quindi viene a
mancare il ritmo. Ottimo suggerimento è utilizzare un lettore esterno o uno
strumento tecnologico.
Va compreso che la lettura è un vero problem solving, che si
basa su conoscenze pregresse e inferenze, e che ogni tipo di testo necessità di
schemi di decodifica, leggere un testo di narrativa è molto diverso dal leggere
un testo di scienze.
Un soggetto dislessico è carente della capacità di
sopprimere il materiale trascurabile durante la lettura, con affaticamento
inutile della memoria a breve termine.
La lettura efficace consta di tre fasi:
- Pre-lettura o lettura globale, esplorativa, orientativa
- Lettura analitica, con sottolineature e soppressioni
- Post-lettura, con elaborazione del contenuto, aggiunta di note, chiarimenti lessicali.
Utile ricordare l’acronimo SQ3R,
survey-question-read-recall-review
Un altro strumento compensativo molto utile è il glossario
per immagini, si può costruire una tabella a tre colonne,
nome-definizione-immagine.
Supporti alla produzione orale, ad esempio durante le
verifiche, possono essere gli organizzatori grafici, quali scalette, mappe
concettuali, mappe mentali, tabelle, diagrammi ad albero, linee del tempo,
insiemi; in fase di memorizzazione possono aiutare immagini
mentali, collegamenti, apprendimento motorio, riorganizzazione del testo.
Attenzione infine alla scelta dei testi, alcuni sono davvero
ostici e nessun strumento compensativo può funzionare!!

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