martedì 14 ottobre 2014


qualche appunto dal seminario sui DSA di Ca' Foscari
 
 

Organizzare una lezione per renderla efficace, utilizzando anche i famosi strumenti compensativi:

·       Raccordo con la lezione precedente
·       Preliminari chiarimenti lessicali
·       Uso di anticipatori, sguardo d’insieme
·       Presentare mappe e schemi
·       Mettere in risalto da subito alcuni concetti
·       Usare più canali comunicativi
 
Organizzatore anticipato: spiegare prima la lezione, cosicché ognuno possa attivare le conoscenze pregresse e affinché si risveglino attenzione e motivazione.
In caso di studenti con DSA o altri tipi di disagio, sarà utile prevedere strumenti compensativi e dispensativi.
STRUMENTI COMPENSATIVI
·       Insegnare un efficace metodo di studio, ad esempio un dislessico non può permettersi di leggere dieci volte un testo per memorizzarlo. Il metodo di studio non è un prerequisito, va insegnato, e ciò va fatto in ogni ciclo scolastico, perché varia al variare delle età, delle difficoltà, ecc. Studiare è un apprendimento intenzionale (vs incidentale), quindi va supportato con l’impegno e la motivazione. Un buon metodo di studio rispetta i tre stadi Comprensione, Memorizzazione e Riesposizione.
·       Gestione del tempo: alla base di un buon metodo di studio c’è l’ottimizzazione dei tempi. In caso di difficoltà quindi possono essere molto utili strumenti di supporto come tabelle orario, planner settimanali o mensili, stabilire le priorità, non dimenticando di dare spazio anche allo svago e alla cura di sé.
·       Gestione degli spazi: alla base di un buon metodo di studio c’è la scelta di un ambiente favorevole all’apprendimento.
·       Gestione dell’ascolto: insegnare ai nostri alunni come stare attenti, e con che intensità, anticipando quando sarà necessaria la massima concentrazione e quando sarà possibile avere momenti più tranquilli e di condivisione in gruppo.
·       Insegnare a prendere appunti, anche questo non è un dono innato! Gli appunti sono più efficaci se vengono utilizzati simboli visivi, parole chiave, frasi brevi, schemi, note a margine del testo.
·       Agli alunni si può suggerire di utilizzare schede, mappe, di porre domande all’insegnante, di chiedere spiegazioni lessicali o su concetti complessi, di rivedere gli appunti a breve termine.
 
Una particolare attenzione in caso di dislessia va posta all’attività di lettura.
Nello studente in difficoltà la lettura è un processo lento, non automatizzato, caratterizzata da scarso lessico; la lunghezza del testo affatica e scoraggia, la punteggiatura spesso non è compresa quindi viene a mancare il ritmo. Ottimo suggerimento è utilizzare un lettore esterno o uno strumento tecnologico.
Va compreso che la lettura è un vero problem solving, che si basa su conoscenze pregresse e inferenze, e che ogni tipo di testo necessità di schemi di decodifica, leggere un testo di narrativa è molto diverso dal leggere un testo di scienze.
Un soggetto dislessico è carente della capacità di sopprimere il materiale trascurabile durante la lettura, con affaticamento inutile della memoria a breve termine.
La lettura efficace consta di tre fasi:
  • Pre-lettura o lettura globale, esplorativa, orientativa
  • Lettura analitica, con sottolineature e soppressioni
  • Post-lettura, con elaborazione del contenuto, aggiunta di note, chiarimenti lessicali.
 
Utile ricordare l’acronimo SQ3R, survey-question-read-recall-review
 
Un altro strumento compensativo molto utile è il glossario per immagini, si può costruire una tabella a tre colonne, nome-definizione-immagine.
 
Supporti alla produzione orale, ad esempio durante le verifiche, possono essere gli organizzatori grafici, quali scalette, mappe concettuali, mappe mentali, tabelle, diagrammi ad albero, linee del tempo, insiemi; in fase di memorizzazione possono aiutare immagini mentali, collegamenti, apprendimento motorio, riorganizzazione del testo.
 
Attenzione infine alla scelta dei testi, alcuni sono davvero ostici e nessun strumento compensativo può funzionare!!

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